• Claudio Porcellana

Razza d'idioti

Aggiornato il: mar 3



Come dare torto alla Gazza... siamo gli unici animali che danno fuoco al terreno su cui vivono, e rovinano la natura invece di nutrirla


Nella mia vita è capitato qualche volta di trovarmi vicino a qualche grosso incendio, per fortuna non al punto di essere in pericolo


La prima volta in Croazia a Dubrovnik nel 2007, anno in cui ci furono tantissimi incendi anche in Italia


Lo scatto seguente mostra il veliero Club Med alla fonda nel porto di Dubrovnik, con le scie dell'incendio sul monte sovrastante la città


Qui sotto un Canadair, che se non ricordo male era italiano, che sorvolò spesso la zona di mare antistante la nostra camera per caricare acqua


Il giorno dopo partimmo per l'isola di Mljet, la nostra metà dove restammo una settimana, e al nostro ritorno l'incendio di Dubrovnik era stato fortunatamente domato


Ora, non so quali siano state le cause, ma certamente i fattori predisponenti c'erano tutti: piena estate, parecchio caldo, niente pioggia da mesi e forte vento con vegetazione molto secca


Gli incendi che scoppiano nel Nord delle Alpi accadono però d'inverno, cioè in un periodo insospettabile come spiegato qui sul sito della Protezione Civile.

"Nelle regioni settentrionali dell’arco alpino - ma anche nelle zone appenniniche in alta quota - gli incendi boschivi si sviluppano prevalentemente nella stagione invernale – primaverile, la più siccitosa, quando la vegetazione è stata seccata dal gelo. Mentre in estate i frequenti temporali riducono il rischio di incendio."


Per quanto riguarda i fulmini, quindi, non ci sono d'inverno, mentre certe attività "umane" c'entrano, eccome!


Secondo un rapporto del 2001 del corpo AIB "L’analisi delle cause ha confermato la rilevante incidenza della dolosità: nel 2001 gli incendi dolosi attribuiti alla deliberata volontà di appiccare il fuoco, di creare danni al bosco e all'ambiente, sono risultati il 60%" e ancora "Nel 2001 si è riscontrato un aumento sensibile degli incendi colposi, che si sono attestati sul 34,4%, quale conseguenza della riduzione degli incendi classificati come dubbi, che risultano il 4%, e della valutazione più incisiva degli elementi che hanno concorso all'individuazione delle cause medesime. Sono rimasti quasi invariati gli incendi naturali (1,1%) e quelli accidentali (0,5%)." Non ho trovato dati più recenti ma temo che da allora la situazione non sia migliorata


Nell'ottobre 2017 l'Italia viene colpita da un autunno particolarmente siccitoso che crea le condizioni per lo scoppio di numerosi incendi in tutta Italia, Piemonte compreso e negli scatti che seguono si capisce l'atmosfera che si dovette subire in quei giorni

Qui sotto il sole malato riesce a malapena a filtrare attraverso il fumo prodotto dall'incendio, assumendo una strana colorazione "marziana"


Qui un Canadair immerso nello stesso tipo di nube


Un tramonto dorato che sarebbe stato anche bello se non fosse stato causato dal fumo dell'incendio


Dal 2017, qualche anno di pausa (non che manchino incendi, ma non capitano vicino) e poi si arriva a ieri, 28 febbraio 2020: è inverno e non piove da circa 3 mesi

Di neve bassa se n'è vista poca ed è già un miracolo che in montagna ce ne sia tanta

Nella notte soffia un vento impetuoso


Al tardo mattino sento il rumore di un aereo grosso, lento e basso: capisco subito che è un Canadair (ora Viking Air 415 Superscooper): esco in terrazza e vedo la linea di fumi dell'incendio su un rilievo che come apprenderò in seguito si chiama Monte Pietraborga e si estende fra Trana e Sangano


Scatto da circa 4 km di distanza con obiettivo da 350 mm equivalenti




In questo screen-shot da Google Map si vede l'area allargata

Il fronte del fuoco con il fumo che sale lentamente verso monte è rappresentato all'incirca da quella linea rossa che è anche la larghezza del settore che vedo da casa mia


Consulto una pagina Web meteo scoprendo che il vento spira da NE (cioè all'incirca come venisse da Rivoli) già dalla notte, per cui ipotizzo in modo spannometrico che l'incendio sia partito dal basso, magari molto vicino alla pianura, e apprendo dai media che è iniziato alle 2 di notte.


Per tutta la giornata del 28 si susseguono voli di Viking Air 415 Superscooper e apprendo da un mio conoscente che uno di quelli viene da Cerrione (BI), l'altro non so


Ecco uno dei due Viking Air 415 Superscooper



Nello scatto sotto si vede un Viking Air 415 Superscooper che ha appena finito di scaricare il serbatoio, ma aguzzando la vista si notano sul crinale alcuni uomini di VVFF o AIB con le tute arancioni


In quel momento ho pensato che poi quegli uomini sarebbero scesi sul versante per me visibile a bonificare ulteriormente, ma così non è stato e il motivo l'ho capito solo più avanti


In aggiunta ai Viking Air 415 Superscooper, ogni tanto vedo elicotteri più piccoli, credo dei VVFF, come questo


Arriva per me l'ora di pranzo e nel pomeriggio devo lavorare, per cui finiscono le osservazioni, ma il rumore dei Viking Air 415 Superscooper che vanno avanti e indietro continua a lungo


Le osservazioni del giorno, con il binocolo e poi con le foto ingrandite mi hanno fatto capire alcune cose:

In primo luogo la preparazione di questi piloti è altissima


Sia i Canadair, sia gli elicotteri riescono a lanciare il mezzo estinguente con grandissima precisione, tenendo anche conto della direzione e velocità del vento che, seppure calato, è ancora tale da far spostare la massa d'aqua lungo la sua discesa verso il terreno


Ho notato poi che il fuoco non viene spento buttando l'acqua sulla linea, ma un po' più avanti nella stessa direzione in cui il fuoco si sposta, e quando i due Canadair agiscono sullo stesso settore, il secondo butta acqua un po' più avanti (nella stessa direzione in cui il fuoco si sposta) rispetto al precedente


In secondo luogo, organizzazione e problem-solving sono sicuramente "oliati" al punto giusto per sfruttare al meglio mezzi e uomini, e cito a questo proposito un aneddoto


A un certo punto mi accorgo che in una parte prima spenta c'è un focolaio riattivato, e che apparentemente nessun elicottero vi si dedica


Pensando di rendermi utile nel caso il focolaio sia sfuggito all'osservazione, mando un messaggio tramite la pagina Facebook (e non per telefono che immagino intasato) del corpo AIB Piemonte dicendo che volendo posso mandare una foto, ma loro rispondono che è meglio di no perché chi dirige le operazioni conosce già la situazione e ricevere input da non addetti non servirebbe ad altro che a complicare le cose.


Devo dire la verità: sul momento ci sono rimasto un po' male, ma poi osservando quanto successo in seguito mi sono convinto che avevano ragione

Infatti, quel focolaio si è spento da solo poco dopo, probabilmente perché aveva raggiunto una zona già bruciata oppure bonificata dall'alto



Il giorno dopo è il 29 febbraio, sento un rumore molto forte, ma più di un Viking Air 415 Superscooper


Esco in terrazza, punto il binocolo e vedo un elicottero Erickson Air Crane S-64 del Corpo Forestale


Ha dimensioni notevoli (tanto che può trasportare più acqua di un Viking Air 415 Superscooper) e visto di fronte assomiglia a una grossa libellula metallica con una strana proboscide


Eccolo qui sotto


Come scoprirò dopo una ricerca su Internet, la proboscide penzolante è il mezzo con cui il velivolo carica d'acqua il proprio serbatoio in pochissimo tempo, mentre l'asta situata sul muso è un cannone spara-acqua con cui il pilota può gettare liquido ad alta pressione con precisione chirurgica


La situazione del giorno 29 dal mio punto di osservazione è questa

Il vento continua a spirare dalla stessa direzione, ma per fortuna è molto calato


Si vedono alcuni punti fumare (cerchietti rossi) e una nuvola via-via più consistente dalle parti della freccia


A destra si vede all'incirca il posto in cui gli elicotteri si riforniscono d'acqua, come ho letto su un giornale locale, ma io da casa non lo vedo perché coperto da altre case e rilievi


All'inizio, osservo l'elicottero grosso dedicarsi unicamente all'area con il cerchietto più alto e mi domando perché proprio quell'area, quando ce ne sono almeno 3 apparentemente attive sul lato per me visibile, ma immagino che quella in alto sia un'area più impervia, e vedo a binocolo rocce quasi a picco, dove forse la sua grande manovrabilità, grazie anche al cannone, gli permetta di operare meglio, e poi ipotizzo che sia un'area prioritaria poiché vicina a un crinale da cui potrebbe scollinare, ma sono tutte ipotesi da profano


Gli elicotteri piccoli invece si dirigono nell'avvallamento della freccia, ma uno ci va direttamente dal laghetto, mentre l'altro va verso sinistra e fa il giro intorno virando poi a destra


Nessuno degli elicotteri bada ai 3 focolai che vedo io, e ancora una volta mi chiedo il perché


Qui uno di quei focolai


Dopo averci pensato su ipotizzo che i focolai nella parte per me visibile non sono importanti perché andranno a morire da soli nella parte già bruciata e/o dove sono già stati fatti molti lanci d'acqua e forse di materiali ritardanti, per cui i mezzi devono andare nell'area che ora è interessata dall'incendio più pericoloso sull'altro lato del monte Pietraborga: è l'applicazione pratica del metodo di gestione delle priorità


Inoltre dopo altre elucubrazioni, mi faccio l'idea che seguendo rotte opposte riescano ad agire entrambi sull'incendio, e nello stesso tempo a monitorare tutti i lati del monte e i focolai riattivati


Dopo un po' di tempo mi accorgo che è arrivato un secondo Erickson Air Crane S-64


A questo punto gli elicotteri piccoli sono 3, i grossi 2, e tutti girano intorno alla montagna con rotte opposte


Qui si vedono due Erickson Air Crane S-64 al punto di incrocio


E qui due Erickson Air Crane S-64 quasi sovrapposti, tanto che guardando nell'oculare della macchina fotografica avevo pensato che fosse uno solo che trasportava un carico speciale


Nel finale, verso le 17, gli Erickson Air Crane S-64 fanno alcuni passaggi molto bassi come si vede qui e ipotizzo, pensando alla direzione del vento, che abbiano "ripassato" la linea di fuoco che aveva dato origine a questo ennesimo scempio della natura



Questo è tutto per quanto riguarda le mie osservazioni, sperando che domani il lavoro aereo sia finito, rimanendo ancora il lavoro a terra "fino a quando il sottobosco sarà freddo" come ho letto sulla pagina Facebook del Corpo AIB Piemonte


Da tutto questo ho imparato che questi corpi speciali sono estremamente ben organizzati e preparati, e che sono perfettamente in grado di capire la situazione, sicuramente grazie alla sorveglianza aerea ma anche a osservatori a terra come ho visto sulla pagina FB sopracitata


Ma ho anche appreso qualche rudimento teorico su come si controlla e si spegne un fuoco dall'alto, cosa classifica un focolaio più pericoloso di un altro, come si organizza quel lavoro assegnando priorità inizialmente inspiegabili, ma comprensibili con osservazione e ragionamento


Concludo con un grande plauso a VVFF e AIB per il loro eccellente lavoro


Ma al tempo stesso mi domando quante delle azioni preventive destinate al bosco siano realmente svolte per cercare di prevenire gli incendi, perché come le malattie è meglio prevenire che curare


Con l'aggravante che in questo caso le piante e gli animali morti non resuscitano


Aggiornamento del 1 marzo: incendio domato e due giorni dopo arriverà anche la pioggia a coprire tutto

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